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Riparliamo di Tarantella Power 2010

corrispondenze Sabato 11 Settembre 2010 @ 22:21 Condividi su facebook

Risposta al post “AAA tarantella cercasi” di Andrea Naimo

di Danilo Gatto, Associazione Arpa

 E’ sempre utile discutere di cultura e di musica tradizionale, e in generale sono sempre bene accette tutte le critiche, poiché consentono di migliorare ma anche di spiegare determinate scelte.
      E allora riparliamo di Tarantella Power 2010: vorrei intanto dire che l’obiettivo di quest’anno è stato quello di allargare il festival, non solo come arco temporale, ma anche come offerta di iniziative. Dalle 19 in poi, e almeno fino alle 2,30 di ogni giorno, è stato possibile ascoltare molta musica, e scorrendo i programmi non direi proprio che la tarantella o la Calabria siano state minoritarie, anzi. Questa strada sarà di certo sempre più sviluppata, perché un festival non è solo una serie di concerti (altrimenti si chiamerebbe rassegna), ma un momento di incontro, riflessione, studio, e ovviamente di divertimento.     
    Quindi, se l’intento era quello di far conoscere la musica della regione, le occasioni per un contatto non superficiale sono state numerose, a partire dai corsi gratuiti di tarantella, canto, lira, etc. Ma un Festival deve anche offrire occasioni e spunti per fare conoscere altre esperienze artistiche, fare incontrare i musicisti, creare stimoli e confronti.
      E pur avendo sentito anch’io qualche voce scontenta, parimenti ho visto centinaia di giovani, arrivati da tutt’Italia, ballare entusiasti sia sui ritmi balcanici che, immediatamente dopo, su organetti e tamburelli.
       Intanto prendiamo atto, come dice Naimo, che “sicuramente il livello culturale musicale delle serate è stato molto alto e altrettanto bravissimi i musicisti che si sono susseguiti”, e aggiungiamo che al di fuori di questo festival sarebbe stato difficile poterli ascoltare, dopodiché diciamo, doverosamente, che se volessimo limitarci ai gruppi calabresi non riusciremmo a chiudere un cartellone di 5 giorni. Sono infatti ancora d’accordo quando dice che “molti gruppi di musica etnica scombinano troppo le tradizioni pensando di migliorare, e come riscontro hanno poi l’opposto”, sebbene proprio a Badolato ci sia una radicata cultura tradizionale (ad es. il canto sulla chitarra battente) e anche un ottimo gruppo animato da Mimmo Audino. Sono esempi rari, e ricollegandomi a quanto scritto da Ettore Castagna proprio sul Quotidiano di tre giorni fa, penso che la maggior parte di questi giovani gruppi dovrebbero avere un bagno di umiltà andando a studiare presso i maestri della tradizione, o almeno frequentando qualcuno dei validi corsi che si fanno in giro (non ultimo durante il Festival Tarantella Power) prima di salire su un palco ad eseguire pizziche, pezzi di Bennato o degli altri gruppi in voga.
      Ci piace che ci sia movimento sotto il palco e che tutti si divertano come più gli pare, ma per vedere i trenini e i girotondi in piazza non c’è bisogno né di tarantelle originali né di altri approfondimenti. Abbiamo sudato per anni per creare sul territorio una consapevolezza e un gusto che ora vediamo diffusi in tutta la regione, e non abbiamo cambiato il tiro. Sono certo che da qui alla prossima edizione questo progetto verrà fuori ancora di più.

Danilo Gatto, Associazione ARPA

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2 commenti a “Riparliamo di Tarantella Power 2010”

  1. s. audinoil 12 Set 2010 alle 09:47

    Premetto che sicuramente non ho le competenze per affrontare l’argomento e magari l’entrata in merito è poco opportuna,però ci tengo ad esprimere il mio pensiero a riguardo.
    Credo che quest’anno il “Tarantella Power” sia stato un evento molto meglio preparato,più completo e sviluppato con le varie attività spalmate durante le 5 giornate rispetto all’anno scorso (corsi-proiezioni-presentazioni-mini concerti ecc..).
    Per quanto riguarda i concerti,magari non ci sono state le serate boom,ricordo gli “Alla Bua “ o il concerto finale con l’Orchestra Popolare Calabrese e Piero Pelù che hanno fatto scatenare l’intera piazza,però come dimenticare l’esibizione di Ginevra Di Marco (magica) o quella di King Nat Velliov & the originak Kocani Orkestar vera opportunità di conoscere culture e musiche diverse oltre ad ammirare la loro bravura,unica nota stonata non me ne vogliate,ho trovato poco all’altezza il tentativo di “gemellaggio” con la tarantella fatto sul palco,l’improvvisazione secondo me è riuscita poco,comunque la cosa è strettamente soggettiva e non è detto che le cose stiano così,è solo ciò che ho percepito io.
    Si credo che sia mancato un po’ l’elemento trascinante del festival o quello che in qualche modo lo caratterizza,magari qualche tarantella o pizzica in più ci stava bene anche per non correre il rischio di snaturarne l’identità,ma questo nulla toglie alla qualità e al fascino di questa edizione.

    Silvio Audino

  2. rossodiserail 12 Set 2010 alle 15:31

    Ciao Silvio…… Non riesco a vedere l’organizzazione migliore rispetto allo scorso anno dell’evento Tarantella Power, come la vedi tu…. sicuramente la macchina organizzativa delle navette è stata più efficiente di quella dello scorso anno…. ma per il resto? L’estemporanea di pittura? c’era un bando di partecipazione ed il regolamento addirittura.. e stata fatta ? come mai lo scorso anno si?Forse per l’impegno della consulta giovanile? ed addirittura inserire nel contesto Tarantella Power la proiezione de “Il volo” a tarantella power iniziata?forse perchè si voleva coprire qualche buco rimasto libero all’ultimo momento? ……. Per non dire altro.. non mi trovo assolutamente d’accordo con quanto sostieni in merito alla macchina organizzativa …… sopratutto credo che se a pochi chilometri di distanza, a Caulonia da tantissimi anni si svolge un evento con la stessa cornice ,sarebbe più opportuno spostare Il Tarantella Power in periodi dell’anno piatti per la nostra comunità(non che quello attuale non lo sia….)…… che ne so magari d’inverno; o a cavallo di ponti e festività varie……. formulando pacchetti viaggio/vacanza che possano , pubblicizzati e promossi in modo adeguato, fare da rilancio e sviluppo della nostra comunità sotto tutti i punti di vista… visto che ancora per altri 3 anni il Tarantella Power è e sarà Badolato.Certo è, che fare le cose in un certo modo richiede un impegno costante e molta collaborazione …… non credo proprio che chi si occupi di questo abbia il tempo per pensare ad una soluzione del genere o anche diverse, figuriamoci a farle……
    Per quello che riguarda l’aspetto musicale/artistico , devo dire, anzi posso dire solo una cosa……
    La tarantella è una branchia della musica etnica– musica etnica come espressione della creatività dei popoli che si conserva nel tempo, perchè “contiene ed esprime”i tratti culturali dei popoli che la conservano e la trasmettono nel tempo.Alla luce di questo credo che nei due anni di Tarantella Power,se dobbiamo rifarci al nome della manifestazione se ne è sentita poca, forse dovrebbe chiamarsi etno music power……Proprio per questo mi chiedo come mai la tarantella a Badolato in quei giorni debba essere di contorno, con i vari gruppetti che suonano nei vari angoli del borgo, a quello che è l’evento principale, e quello per cui fondamentalmente la massa “invade” il borgo in quelle sere…….che è il concerto in piazza.
    La gente vuole ballare la Tarantella e per accontentarla e farla divertire bisogna far suonare in primo luogo gruppi calabresi anche se credo personalmente che, qualche contaminazione di stampo etnico diverso, come il gruppo “alla bua”,magari nel secondo e nel quarto giorno lasciando 3 sere spazio alla tarantella calabrese di “Qualità” possa dare all’evento un taglio più vicino al suo cartello di propaganda.Insomma gruppi che fanno ballare e divertire la folla.Io credo che il tarantella power possa essere davvero molto di più……

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