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Us Badolato, bilancio della presidenza Larocca

corrispondenze Giovedì 19 Agosto 2010 @ 23:53 Condividi su facebook

Ho deciso di farmi da parte e di lasciare la Presidenza quando ho capito che la mia concezione della Società come bene comune non era più condivisa

di Enzo Larocca (ex presidente dell’Us Badolato)

Carissimi amici sportivi Badolatesi e amici di Gilbotulino,
ho deciso di scrivere due righe per esporVi un bilancio personale della mia breve, ma intensa avventura dirigenziale nell’U.S.Badolato.
    In questi ultimi cinque anni, prima da sostenitore e successivamente da Presidente, ho tentato di ridare un po’ di serenità all’ambiente calcistico, e in particolare alla nostra Società, che tante divisioni aveva sofferto negli ultimi tempi.    
    Ho cercato di far capire ai dirigenti, ai soci e ai tifosi, che in qualsiasi attività bisogna iniziare dalle fondamenta, e così dopo tante difficoltà siamo riusciti a ristrutturare il nostro campo da gioco, realizzando un manto erboso che tante soddisfazioni ci ha regalato.
     Dal punto di vista agonistico il bilancio è stato più che positivo: dal campionato di 2a categoria abbiamo raggiunto (anche se per meriti sportivi) il Campionato di Promozio-ne, traguardo nella sua storia la nostra Società non era mai riuscito a tagliare.
     Ed anche se l’esperienza è stata breve (solo un anno), quel Campionato ci ha trasmesso tanti piccoli messaggi sportivi, e non solo, che hanno maggiormente arricchito il nostro bagaglio calcistico.
     Come dimenticare le belle amichevoli con il Crotone, il Catanzaro e la Reggina? Grazie a questi incontri abbiamo conosciuto nuovi Dirigenti, nuove persone, instaurato nuovi rapporti che talvolta sono diventati vere e proprie amicizie.
    E, parlando di comportamenti sportivi, della breve esperienza di Presidente non posso non ricordare Mister Vito Sinopoli,  un “signor” allenatore che ci ha trasmesso tanti valori e insegnamenti sportivi dei quali, forse, prima non avevamo una conoscenza abbastanza approfondita: rispetto, rigore, lealtà sportiva, impegno, imparzialità, profes-sionalità, sacrificio.
    Sicuramente un allenatore di categoria superiore, che a Badolato non ha purtroppo trovato quella fortuna che meritava.
    E adesso penso di doverVi rendere un piccolo bilancio della mia esperienza societaria.
    Credo che nessuno possa affermare che io sia stato un Presidente autoritario, e negare che, al contrario, abbia sempre creduto nella democrazia associativa e nel rispetto della libertà di ognuno, e sempre cercato di praticarli, com’è giusto che sia in qualsiasi associazione degna di questo nome.
   Non nascondo che durante la mia gestione, accanto ai momenti di allegria e armonia, ve ne sono stati anche tanti di amarezza e sconforto, ma anche penso, tuttavia, di non aver mai lesinato il mio contributo a superali.
    Un contributo anzitutto e soprattutto di impegno e sacrificio personale, perché ho sempre creduto che il contributo personale fosse molto più importante e significativo delle risorse economiche che sarei riuscito a reperire: per costruire un’associazione, per co-struire insieme, occorrono la volontà, la generosità, la solidarietà, molto prima dei mezzi.
    Ma i fatti non mi hanno dato ragione.
    Il nostro è un Paese complesso e particolare, che negli ultimi decenni è cambiato, molto cambiato, forse però più in negativo che in positivo. Forse si è troppo assimilata dall’esterno una mentalità, radicalmente estranea alla nostra cultura, che pone in cima alla scala dei valori il benessere materiale, l’opulenza, e “costringe” quindi l’individuo a perseguire solo questo obiettivo, gettandosi dietro le spalle, cinicamente, tutto quel patrimonio morale che, fino a ieri, era considerato l’unico patrimonio valido a qualificare un uomo. Di qui quelle lacerazioni, invidie e gelosie tra persone e tra famiglie che in passato erano assai rare.
    E l’ambiente sportivo non poteva e non può, ovviamente, non soffrire anch’esso di simili mutamenti della coscienza individuale e sociale, tant’è che, dopo essere stato spremuto come un’arancia, mi sono ritrovato abbandonato a me stesso, e mi vedo costretto ad allontanarmi definitivamente da un ambiente che ho pure ho amato profondamente, e di amore sicuramente disinteressato.
    Pensavo che, magari, le nuove generazioni avrebbero potuto essere più aperte e disponibili, ma anche su questo mi sono sbagliato: ho trovato anche qui persone solo litigiose e sempre critiche su ogni nuova proposta o nuova idea.
    Non posso tuttavia mancare di tributare il mio plauso a quei pochi Dirigenti che hanno lavorato all’interno della Società sempre in silenzio, e sempre per l’unità e mai per la divisione.
    Ritengo che la Società del Badolato non debba essere “proprietà privata”di poche persone, ma che sia un bene comune per la nostra collettività e in particolare per i nostri ragazzi, i quali hanno tutto il diritto di praticare questo sport in modo sereno e gioioso.
    E proprio per questo ho deciso di farmi da parte e di lasciare la Presidenza: quando ho capito che la mia concezione della Società come bene comune non era più condivisa, e che non servivo più, o meglio che servivo e dovevo essere il Presidente soltanto perché reperivo i fondi economici, ho preferito allontanarmi da solo.
    Scusate lo sfogo, ma se mi sono lasciato trascinare dalle parole è perché voglio bene a Badolato, ed anche se non ci vivo Badolato rimane il mio paese, il paese del mio cuore.
    Vorrei comunque indirizzare una nota positiva e un ringraziamento sincero al Sindaco Nicola Parretta, all’Assessore allo Sport Vincenzo Piperissa e al Consigliere Comunale Raffaele Lanciano, che dal mio insediamento mi sono stati sempre vicini e si sono impegnati per  risolvere le problematiche della nostra Società, manifestando sempre una reale volontà di migliorare gli impianti sportivi e di adeguarli alle nuove esigenze imposte dallo sviluppo del Paese.
    A questo punto, come i canoni di rito prevedono, formulo i miei sinceri auguri al nuovo Presidente ed a tutti i Dirigenti e i Soci dell’U.S.Badolato,  auspicando che queste mie brevi riflessioni non vengano recepite unicamente come un rimprovero fine a se stesso, ma possano costituire modesto (ma onesto) motivo di nuovi stimoli per raggiungere quei traguardi sportivi, e non solo, che la mia gestione non è riuscita a raggiungere.
Con affetto!

Enzo Larocca

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Un commento a “Us Badolato, bilancio della presidenza Larocca”

  1. rossodiserail 20 Ago 2010 alle 12:24

    Caro Enzo Larocca, sono completamente daccordo su quanto tu sostieni…..Non riesco tuttavia a capire la scelta di mettersi da parte e lasciare la società calcistica a questi signori .Io credo che oltre alle risorse economiche vista ormai la sua posizione di notabile nella società italiana lei possa arrivare a recepire risorse anche per lottare e portare avanti i necessari cambiamenti ai problemi e alle dinamiche sociali che in modo molto dettagliato e con un’analisi particolarmente attenta lei stesso ha esposto.
    Dal mio modestissimo punto di vista credo che alla luce di quello che lei ha esposto, sarebbe stato più ragionevole mettersi da parte “perchè non vivo a Badolato”.Spero che capisca quello che voglio dire …. non vuole essere certamente una critica la mia ……… anzi……..

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