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Consiglio comunale, diritto di replica negato

pdbadolato Martedì 10 Agosto 2010 @ 19:57 Condividi su facebook

La minoranza umilia gli elettori della lista “Cuore per Badolato”. Inciucio in vista?

 —– Qualche polemica al consiglio comunale di ieri. Dopo le votazioni sul bilancio consuntivo si sono registrate – dai banchi della maggioranza - battute sfottenti sulle due petizioni (mille firme per petizione, al momento) che il PD e altri cittadini stanno portando avanti su Delegazione e sottopasso (passerella) ferroviario. Da lì in poi, accuse di sindaco e vicesindaco al PD di Badolato.
a) Sindaco e vicesindaco hanno precisato che se ci saranno 500 firme “contro di loro” se ne andranno a casa (Certo, l’idea è carina ma siamo certi, purtroppo, che non se ne andrebbero lo stesso).     
b) Il sindaco, Nicola Parretta, se l’è presa perché il PD e il consigliere Ernesto Menniti hanno chiesto (una settimana fa) le sue dimissioni. Come se invece fosse normale avere un sindaco che manca da Badolato per l’intero mese di luglio (col mare che a tratti è stato una fogna a cielo aperto). Così lui ha chiesto le nostre dimissioni (ma non si capisce bene da cosa).
c) Il vice sindaco Piperissa ha contestato la petizione sulla Delegazione comunale, dicendo che noi andiamo a prendere in giro i cittadini e confermando che l’ordine di servizio che fa lavorare a singhiozzo la Delegazione – anche se l’ha firmato il capo area Gerardo Mannello - è condiviso dall’amministrazione (buono a sapersi).
d) Lo stesso Piperissa ha detto che il PD vuole difendere gli impiegati “che non vogliono alzare il sedere per spostarsi dalla marina al paese”, e che se gli impiegati si spostano mica vuol dire che chiude la Delegazione. Poi si è lanciato nelle consuete osservazioni politiche sul gruppo dirigente del PD e segnatamente sul segretario. Insomma, invece di parlare dei punti del consiglio si è scivolati nella polemichetta locale.

—– A quel punto ho chiesto la parola perché impropriamente chiamato in causa in un consiglio comunale. Lì è scattata una levata di scudi che mi ha impedito di prendere la parola, cosa che chiedevo non per comiziare (il pubblico presente, tolti consiglieri, vigili, assistenti sindaco etc, non superava tra l’altro le 10 persone) ma per chiarezza e punto d’onore, perché qui nessuno prende in giro i badolatesi. Mi è stato però impedito di parlare perché – evidentemente - c’era timore della replica che (senza presunzione) avrebbe smontato le accuse (poco accorte) appena fatte.
Breve considerazione: una maggioranza seria e forte non dovrebbe temere le repliche degli avversari e l’atteggiamento tenuto nel consiglio di ieri, oltre che poco edificante e scorretto, denota soprattutto grande debolezza.

—– Prendendo la parola avrei semplicemente chiarito che:
nessuno ha mai detto che “la Delegazione chiuderà” (sarà la quinta volta che lo scrivo). Tutti noi, a chiare lettere, diciamo che la “Delegazione è a rischio chiusura” (così è scritto pure nella petizione) perché un provvedimento di quel genere è talmente insensato da generare gravi perplessità.
A noi della sorte personale degli impiegati comunali non deve interessare: sono tutte brave persone che si sanno difendere da sé ed hanno organizzazioni sindacali di categoria alle spalle. Il PD non fa personalismi ma politica nell’interesse generale e quello che abbiamo il dovere di fare (e che stiamo facendo) è porre sul tavolo i disservizi che una cattiva organizzazione degli impiegati può arrecare ai cittadini. L’ordine di servizio sulla Delegazione fa solo danni e i cittadini lo stanno appurando, tanto che il capo area, Gerardo Mannello, quell’ordine di servizio se lo rimangia spesso, facendo andare in marina (a coprire i buchi da lui stesso creati) gli impiegati che dovrebbero stare al paese.

—– Tornando al consiglio, o la maggioranza smette di usare il consiglio comunale per fare polemiche contro chi in consiglio non c’è, oppure il presidente del consiglio (Turi Caminiti) si decide – ogni qualvolta viene chiamato in causa un cittadino esterno al consiglio – a dare la parola al pubblico per diritto di replica. Se l’amministrazione vuole fare polemica politica ci sono i giornali, i siti internet, i dibattiti, le televisioni etc. Ma in consiglio c’è un odg e va rispettato.
Mi rendo conto che, a differenza degli anni scorsi, stavolta l’opposizione non la sta facendo un gruppo consigliare di minoranza (tolto Ernesto Menniti) ma un gruppo politico (il PD) esterno al consiglio e quindi ogni consiglio comunale rischia di diventare una corrida tra assessori e pubblico presente, ma se non si rispettano le regole (tra i consiglieri) non si capisce perché negare il diritto di replica (al pubblico). Tra l’altro, paradossalmente, dopo una mezz’ora, Mimmo Bressi, (sempre del PD e sempre cittadino esterno al consiglio), su un altro punto all’odg ha invece potuto prendere la parola!

—– Spero che la maggioranza faccia la cosa più sensata ritirando quell’assurdo provvedimento sulla Delegazione. Così facendo noi bloccheremmo la raccolta firme. Piperissa, vicesindaco, dopo qualche minuto è venuto a chiarirsi con me e sembrava non dico contrito, ma comunque sincero nello spiegare il perchè della sua uscita. Però mi ha ammesso che lui la petizione non l’aveva manco letta (in giro gli avevano detto in un certo modo…) e che (secondo lui) il PD non si deve occupare degli ordini di servizio interni. Secondo noi, invece, il PD deve farlo, perchè se un ordine di servizio crea disfunzioni per la cittadinanza abbiamo il dovere di dirlo, mica di stare zitti!

—– A stare zitta è semmai la minoranza consiliare che sta prendendo un atteggiamento opaco se non trasformista, come ho potuto vedere nel consiglio comunale di ieri. Sul bilancio, atto qualificante di un’amministrazione, la minoranza (presenti Tonino Parretta e Ciccio Lentini) si è astenuta affermando (attenzione: senza che nessuno glielo avesse chiesto!) che quell’astensione non era prova di inciucio. “Excusatio non petita, accusatio manifesta” dicevano i latini (“giustificazione non richiesta, coda di paglia evidente”) perchè questo invece è un inciucio bello e pronto ed è un atteggiamento di cui si dovrebbe rendere conto agli elettori, che hanno votato la minoranza per essere alternativa all’amministrazione in carica. I consiglieri di minoranza Tonino Parretta, Francesco Lentini, Antonio Carioti e Marcello Pagano devono dire a chiare lettere se sono contro o a favore di questa maggioranza. Vie di mezzo non ce ne sono.
Se la minoranza vuole fare da stampella della maggioranza deve dirlo in maniera chiara perché già ieri (escluso Ernesto Menniti), si è assistito al tradimento degli elettori della lista “Cuore per Badolato”, elettori che non hanno votato quei consiglieri per stendere tappetini rossi a questa scricchiolante amministrazione, ma per controllarla e per fare proposte nell’interesse della cittadinanza!
A me sembra che l’inciucio sia già fatto.

—– Infine:
1) La petizione sulla Delegazione un effetto lo ha già ottenuto. Se qualcuno aveva avuto la malsana idea di chiudere la Delegazione, oggi (specie dopo tutte le polemiche) ci penserà non una ma dieci volte prima di fare un passo del genere. Quindi, nonostante qualche sfottò di sindaco e vicesindaco, la raccolta firme, in realtà, è stata molto efficace: uno strumento (popolare) di dissuasione preventiva!
2) Nulla è stato detto dagli amministratori sull’altra petizione, quella riguardante il sottopasso ferroviario e la passerella pedonale nel punto in cui è stato chiuso il vecchio passaggio a livello. Come mai?
Nicola Criniti
Segretario PD Badolato

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