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Sopralluogo dei carabinieri nel depuratore

gilstampa Sabato 24 Luglio 2010 @ 15:33

La situazione dell’impianto sembrerebbe disastrosa. I bagnanti disertano le spiagge per il mare inquinato

Una lotta contro il tempo. È quella legata all’inquinamento del mare dovuto al cattivo funzionamento del servizio di depurazione nel Soveratese. Una condizione ormai drammatica che ieri mattina, a S. Andrea (come sta capitando in diversi centri costieri), ha visto i bagnanti disertare le acque, scoraggiati dalle ampie chiazze schiumose e marroni.    
     Intanto, ad Isca, sede del depuratore consortile che serve Badolato, Isca e S. Andrea, era in corso un sopralluogo congiunto dei carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico) e della Stazione iscana. I militari hanno constatato la situazione, esaminando gli impianti centrali e i canali di uscita dell’acqua sul limitrofo torrente Gallipari. La condizione delle vasche di raccolta dei fanghi si è confermata disastrosa: le strutture sono stracolme e le difficoltà legate allo smaltimento di quel materiale sono enormi, visto che nella regione non c’è un sito di smaltimento. I costi molto alti sono l’altro aspetto importante della vicenda, mentre una parte della foce del Gallipari è ormai compromessa dai fanghi sedimentati che vi si sono riversati per via dei guasti all’impianto. E con il caldo, i sedimenti tornano a galla, finendo poi nel mare, mettendone a rischio la balneabilità.
    Qualcosa, ora, dovrà pur farsi. I sindaci dell’Unione dei Comuni del Versante Jonico, convocati dal presidente Antonio Tedesco, ieri hanno discusso del problema, chiedendo un incontro urgente al prefetto Giuseppina Di Rosa. Certo, arrivare al 23 luglio e trovarsi in queste condizioni non aiuta: per il sindaco di S. Caterina, Domenico Criniti, è necessario effettuare dei controlli a tappeto su tutti gli impianti di depurazione del Reggino e del Catanzarese. Solo dopo questo lavoro si potrà programmare il futuro. Ma nell’immediato come si fronteggia il problema? Il primo cittadino di S. Andrea, Gerardo Frustaci, dal canto suo, ha spiegato di aver compiuto dei sopralluoghi (con l’assessore Emilio Dominijanni) lungo la costa per verificare l’eventuale presenza di scarichi abusivi, che potrebbero sommarsi (mascherandosi) ai disservizi dei depuratori. Il “tilt” dell’impianto consortile è quello che, comunque, ha creato i maggiori problemi, visto che si tratta di una delle strutture più grandi della zona. Proprio per questo, appare paradossale il fatto che sia stato costruito sottodimensionato e con tecnologie obsolete, problemi ai quali oggi si cerca (e si è cercato) di porre rimedio senza però trarre ancora benefici concreti. L’appello delle istituzioni locali si rivolge così in primis alla Regione e all’assessorato all’Ambiente, affinché diano fondi per superare l’emergenza. I Comuni da soli, infatti, non potranno mai fronteggiare una situazione del genere (in termini economici), per questo suscita ogni giorno di più perplessità la scelta fatta lo scorso anno da Ato e Provincia di affidare proprio a loro la gestione di tali impianti.
    «In questo settore – ha spiegato il presidente Tedesco (che è anche sindaco di Guardavalle) – occorre invece un progetto unitario e di ampio respiro». E parlare di problemi di depurazione in piena estate, dopo anni di discussioni, emergenze e rassicurazioni assume ormai contorni grotteschi, che ben illustrano l’idea di efficienza in Calabria.  (Francesco Ranieri, Gazzetta del Sud 24-7-2010)

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