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L’abbraccio dei badolatesi agli amministratori di Wetzikon

Pietro Cossari Mercoledì 9 Giugno 2010 @ 17:03 Condividi su facebook

di Pietro Cossari

Una giornata storica e particolarmente emozionante quella vissuta sabato scorso dall’intera comunità badolatese. Infatti, dopo l’omaggio reso dalla fanfara dei bersaglieri al monumento degli emigrati di Piazza Castello, all’interno della nuova sala consiliare ricavata dal vecchio archivio civico, in un consiglio comunale appositamente convocato in seduta straordinaria aperta, è stata accolta la delegazione della municipalità di Wetzikon guidata dal sindaco Urs Fischer e composta dal cancelliere Marcel Peter e dai consiglieri comunali Hans Peter Beyler, Hans Peter Bosshard e Alfred Iten.     
    Il sindaco di Badolato, Giuseppe Nicola Parretta, visibilmente emozionato per la particolare occasione, ha dato il suo caloroso saluto di benvenuto ai rappresentanti svizzeri giunti in questo lembo di Calabria per ricambiare la visita effettuata dai badolatesi durante il carnevale e per suggellare definitivamente l’avvenuto gemellaggio fra le due realtà. Un’operazione felicemente portata a compimento grazie alla testardaggine del primo cittadino badolatese che dopo averla fermamente voluta, ha ribadito  ancora una volta pubblicamente che:”Affinché il gemellaggio si realizzi veramente ognuno deve fare la propria parte. Noi Istituzioni abbiamo fatto la nostra, adesso tocca agli emigrati badolatesi e ai cittadini dei due Comuni fare la loro. Altrimenti, lo dico con franchezza, ogni sforzo sinora profuso sarà stato vano!” Dal canto suo, il capo della municipalità elvetica Urs Fischer, non è stato da meno. Dopo le rituali parole di ringraziamento per la bellissima accoglienza ricevuta, ha confermato la volontà della sua amministrazione di continuare sulla strada sinora tracciata e collegandosi all’intervento del suo omologo Parretta ha raccomandato a tutti di cooperare per non disperdere il fantastico risultato raggiunto. Dopodiché è avvenuto lo scambio dei gagliardetti municipali: quello delle tre torri di Badolato con quello delle tre fiamme di Wetzikon. È stata poi la volta dei consiglieri comunali che hanno espresso il loro unanime consenso all’operazione. Antonio Parretta, capogruppo consiliare di “Cuore per Badolato” evidentemente galvanizzato dall’evento, è andato oltre chiedendo addirittura al sindaco di Badolato di accelerare la pratica per il gemellaggio con la capitale argentina Buenos Aires per poi effettuarlo con tutte le tante altre città del mondo nelle quali risiedono consistenti comunità badolatesi: l’australiana Sidney, la statunitense Philadelfia e così via. “I gemellaggi saranno così un mare dove navigare insieme – ha affermato Antonio Parretta - e una terra dalla quale raccogliere insieme i frutti nati dai semi che insieme abbiamo piantato!” Il consigliere socialista Antonio Carioti: “Sono molto emozionato perché questo gemellaggio nasce dal sacrificio e la storia non si può cancellare. Badolato deve molto alla Svizzera perché è da cinquantacinque anni che i badolatesi hanno messo piede a Wetzikon. Auspico che il gemellaggio produca uno scambio economico e culturale tale da favorire la crescita della nostra Badolato perché la crescita avviene con l’economia. Badolato potrebbe magari diventare una zona franca, proprio come la Svizzera!” Ernesto Menniti, consigliere d’opposizione d’Italia dei Valori ha dichiarato: “Il gemellaggio è una cosa seria. È un treno da prendere su cui viaggiare insieme. Un’opportunità da sfruttare pienamente, ma per fare questo, occorre che il esso diventi scambio effettivo di esperienze culturali, economiche, sociali e personali non solo fra emigrati e rappresentanti dei due Comuni interessati,  ma specialmente tra i cittadini di Wetzikon e di Badolato!” A nome della maggioranza, il vice sindaco Vincenzo Piperissa ha asserito con orgoglio: “Oggi è una data storica, anzitutto, perché è storico che il sindaco di Wetzikon sia qui stasera. Noi badolatesi abbiamo portato a Wetzikon le nostre velleità con i nostri modi di dire e di fare. Gesticoliamo molto e molto abbiamo imparato dalla civiltà svizzera, soprattutto la compostezza e il senso civico. La civiltà si misura con i servizi che si danno ai propri amministrati e voi siete al top. Per 55 anni ci siamo corteggiati vivendo in una sorte di fidanzamento. Oggi finalmente, celebriamo il matrimonio!” Riferendosi alla rinomata civiltà svizzera, il consigliere Antonio Garretta è intervenuto per dire: “Sono stato anch’io emigrato in Svizzera ed ho sempre in mente il grande albero di castagno della stazione di Wetzikon che se potesse, racconterebbe tante storie dell’emigrazione. Spero che il gemellaggio ci aiuti a perfezionarci ulteriormente copiando le cose migliori di Wetzikon!” Subito dopo, si sono avvicendati i  rappresentanti delle associazioni locali. Saverio Cristiano a nome del Circolo Letterario “Nicola Caporale”, ha salutato gli ospiti con delle rime in vernacolo che poi ha loro donato incastonandole in una graziosa cornice. Rina Trovato del comitato “8 Marzo” ha regalato al sindaco Fischer un modellino di “salatùri” “da usare come portapenne sulla sua scrivania, così si ricorderà di questo manufatto dove noi calabresi conserviamo le provviste invernali!” Poi, dopo avergli dato un mazzo di fiori di ginestra, ha donato al Comune di Wetzikon, tra la commozione dei presenti che approvavano con ripetuti applausi, una tovaglia vecchia di 140 anni realizzata con il filo ottenuto dalla lavorazione della ginestra, tipica della cultura contadina badolatese e due boccette “In una di queste – ha spiegato Rina Trovato – abbiamo messo un po’ di sabbia della nostra spiaggia, nell’altra, l’acqua del nostro mare affinché vi ricordiate sempre di noi!” È stato allora che l’emozione più totale s’è impadronita degli astanti: il sindaco Parretta voltatosi per pudore verso il muro, ha estratto il fazzoletto e s’è asciugato le lacrime e nello stesso istante, Fischer ha abbracciato la Trovato. In seguito, quasi a stemperare la situazione, è intervenuto Vincenzo Squillacioti, direttore del periodico “La Radice” per donare ai cinque componenti la delegazione svizzera, una copia ciascuno di uno speciale in lingua tedesca e italiana illustrante l’opera e la figura del glottologo tedesco Gerard Rohlfs a cui i badolatesi hanno dedicato una piazza, e a titolo personale, cinque “lumère” (lanterne ad olio) in miniatura “Sono figlio di un artigiano – ha sottolineato Squillacioti - e ho ricostruito questi attrezzi della civiltà contadina che potranno simbolicamente contenere le tre fiamme di Wetzikon, le quali a loro volta, illumineranno le tre torri di Badolato!” Daniela Trapasso, responsabile del Consiglio Italiano Rifugiati ha affermato: “È la prima volta che accolgo persone in modo non traumatico!” Il tocco finale alla memorabile manifestazione è stato dato dalla delegazione elvetica che ha dispensato a gran parte dei presenti, tavolette di cioccolato e coltellini multiuso. Francesco Battaglia, presidente della neonata Associazione Badolatese di Wetzikon, con accanto le traduttrici Diana Cundò e Maria Piroso, ha dichiarato commosso: “Non dimenticheremo mai tutto quest’affetto dimostratoci dai nostri concittadini, così come non dimenticheremo da dove veniamo. Ci impegneremo costantemente per portare avanti le nostre radici e la nostra cultura!”

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