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PD calabrese, un partito di notabili, un partito da cambiare

pdbadolato Domenica 18 Aprile 2010 @ 15:20 Condividi su facebook

 Nei giorni scorsi, presso la sezione PD di Badolato, si è svolto un Coordinamento del PD del Basso Jonio catanzarese, per esaminare la situazione del partito ad alcune settimane dal voto regionale. All’incontro hanno partecipato esponenti ed amministratori di Guardavalle, Santa Caterina, Badolato, S. Andrea, Davoli, Soverato, Satriano, Montepaone e Torre di Ruggiero. Ne è emersa una discussione franca su un esito elettorale che tutti hanno definito un disastro completo.    

 Tutte le sezioni presenti hanno concordato sul fatto che la sconfitta chiami in causa il loro lavoro sul territorio e si assumono in pieno tale responsabilità, pronte ai passi conseguenti. Ma le stesse sezioni hanno registrato, durante la campagna elettorale, l’enorme demotivazione dei militanti di fronte ad elettori che, come il voto ha dimostrato, erano poco propensi a votare per Loiero. Perfino dove si amministrava o dove si votava per il Comune (con paesi battuti casa per casa) l’esito regionale è stato netto a favore della Destra.
 È quindi di luminosa evidenza come la causa principale del disastro, in tutta la regione, vada cercata nelle scelte del Partito Democratico, calabrese e romano.
 Il partito nazionale non ha avuto la forza per imporre equilibri diversi in Calabria, di fronte alle impuntature dei notabili regionali. Una debolezza, quella di Bersani, non casuale dato che a livello nazionale continuiamo a registrare un serio problema di identità per il PD che sembra essere tutto ed il contrario di tutto. Mentre al Nord un partito territoriale come la Lega fa incetta di voti soffiando sulle paure dei cittadini con accenti xenofobi e razzisti; mentre Di Pietro fa un’opposizione oltranzista che ci prende voti a sinistra di delusi e arrabbiati; mentre al centro del partito c’è (o c’è stato) un fuggi fuggi costante (e spesso penoso) verso Rutelli o l’UDC e chissà quanti saliranno in Calabria sul carro del vincitore; e mentre Berlusconi continua a strafare grazie al controllo sui media, il PD appare gravemente indeciso, confuso e poco chiaro sui principali temi della politica nazionale.

 PD catanzarese e regionale sono ormai ad un bivio e per quello che ci riguarda sarà bene per tutti riacquistare una maggiore serietà politica. Visto quanto successo negli ultimi mesi le sezioni di questo territorio non se la sentono più di restare ferme a sorbirsi le scelte assurde dei propri riferimenti regionali. I vertici del PD calabrese non riescono neppure a rispettare le regole interne del partito. La nostra base registra da mesi un distacco che non si manifesta solo nei pochi consensi (che Loiero ci trascinasse nel suo burrone era pure chiaro) quanto nella serietà che dovrebbe sovrintendere il funzionamento di qualsiasi organizzazione politica. E se a dare il cattivo esempio ci pensa il vertice del partito, a cominciare da quello provinciale oramai privo di qualsiasi apparato organizzativo degno di tal nome e completamente assente sul territorio, è chiaro come il pesce puzzi dalla testa e che sia quella di un Loiero di un Adamo o di un Bova poco importa a questo punto.
 A livello regionale si è consumato un disastro che ha del vergognoso, anche solo a voler riprendere le parole del segretario Guccione che ha rivelato quello che tutti sapevamo: Loiero è stato candidato presidente in cambio delle deroghe per le candidature alla carica di consiglieri per esponenti PD che, per Statuto, non si potevano candidare. Insomma: la politica del partito si è ridotta a puro mercimonio, a scambi di cortesie tra feudatari che non hanno il minimo rispetto verso chi da anni fa militanza.

 Quanto confessato dal segretario regionale, tradisce in maniera chiara la scarsa considerazione, da parte dei vertici PD delle tre principali province, verso i militanti e il fatto che Loiero, dal giorno del risultato, vada ripetendo che fatica a comprendere una sconfitta così pesante mostra la sua sostanziale alterità dal mondo della militanza politica.
 Troppe cose sono sfuggite di vista in questi mesi e troppi calcoli sbagliati si sono azzardati. Moltiplicare le liste e mandare in giro collettori di voti non basta ad avere la maggioranza e convincere il popolo. E il voto, nel tributare il successo di Scopelliti, è stato proprio un voto di popolo.
 Solo una base realmente motivata poteva fare una campagna elettorale che ci permettesse di stare a galla. Ma questa condizioni non state assolutamente create dal vertice regionale. E la base ha reagito sconfortata allo spettacolo indecoroso cui ha assistito: d’altronde – se a qualcuno non fosse chiaro - il nostro resta un partito con sezioni che ama discutere di politica, senza gli interessi tipici dei galoppini che si attivano solo per la campagna elettorale.

 Con queste elezioni i notabili del partito, cioè per chi fa gli accordi farsa dell’assemblea di Lamezia Terme (quando si sbloccò la tragicommedia di un partito che sapeva di perdere con Loiero ma non aveva la forza di farlo desistere ed ha pure subìto la farsa delle primarie), hanno dimostrato di voler considerare il militante come una mezza pecora che tanto si muove come gli si dice. Dall’alto.
 Secondo questi signori il militante deve votare e portare voti ma…
1) si deve sorbire tutti gli accordi, buoni o cattivi;
2) non deve essere consultato se non per tributare plebisciti preconfezionati;
3) deve assistere alla completa inosservanza delle regole dei notabili del partito che possono pacificamente mettersi sotto i piedi lo Statuto che pure avevano scritto;

 L’importante, evidentemente, è che quei notabili, alla fine, abbiano ottenuto la possibilità di gareggiare per un posto in consiglio regionale. In molti l’hanno ottenuto.
 Ora potrebbero pure farsi da parte…

 

Il Coordinamento PD Basso Jonio

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2 commenti a “PD calabrese, un partito di notabili, un partito da cambiare”

  1. rossodiserail 18 Apr 2010 alle 15:23

    Mi staiu vommicandu dei risati ahahhahahahhahahahahha
    ancora on a smettanu hahahahhahahahhaha

  2. nerina valeriail 21 Apr 2010 alle 23:47

    Carissimi,
    mai analisi fu più azzeccata. Tutto vero, inquadrato impietosamente l’attuale momento di questi uomini allo sbando. Unica nota stonata insistere su Berlusconi quale causa dello sfascio, ma a parte il cavaliere, vedo che anche qui vale il vecchio detto napoletano: “Dalle e dalle se scassano pur’e …metalle”.
    Pace e bene

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