Protesta contro la soppressione dei treni
Pietro Cossari Venerdì 5 Marzo 2010 @ 15:17
Continuano le lotte di Franco Nisticò (chi dicìanu ch’era pacciu ca lottava pe tutti)
di Pietro Cossari
Il comitato di lotta “Franco Nisticò” annuncia la morte della ferrovia jonica. Soppressi i treni Milano e Torino. Il funerale avrà luogo oggi, giovedì 4 marzo alle ore 17,00, nel piazzale della stazione di Badolato Marina. Non fiori, ma lotte e proteste. Le popolazioni sono invitate a partecipare.
Con questo manifesto affisso sui muri cittadini, il comitato di lotta per la messa in sicurezza della SS 106 e della ferrovia jonica intitolato al compianto Franco Nisticò, aveva chiamato la popolazione a mobilitarsi contro la decisione di Trenitalia. I cittadini hanno risposto molto civilmente, dando vita ad un silenzioso corteo aperto dallo speaker e dal carro funebre, allegoria del decesso ferroviario per poi concentrarsi nel piazzale della stazione e in seguito, occupare simbolicamente per pochi minuti i binari ferroviari.
Franco Laganà che a nome del comitato di cui fanno parte anche il sindaco di Davoli, Cosimo Femia, l’assessore al turismo del Comune di Santa Caterina Jonio, Raffaelina Romeo e il vice sindaco di Guardavalle, Pino Ussia tutti presenti all’avvenimento, ha ringraziato i numerosi manifestanti dichiarando tra gli applausi d’approvazione: “Della vecchia stazione ferroviaria è rimasta solo l’insegna. I treni non si fermeranno più. Siamo qui a manifestare contro la soppressione dei treni per Milano e per Torino riprendendo le lotte di Franco Nisticò che aveva sempre preso posizione contro simili provvedimenti discriminanti. Nessuno il 24 febbraio scorso – ha evidenziato Laganà – s’è alzato in Parlamento per contrastare l’ingiusto ed ingiustificato provvedimento. I sindaci del Basso Jonio – ha constatato Laganà con amarezza - non hanno fatto nulla, nemmeno un Consiglio per protestare. Non hanno neanche sentito il bisogno di rassegnare le loro simboliche dimissioni come chiedeva spesso Nisticò, quale eclatante segnale di disapprovazione. Cosa accadrà ora? I treni si dovranno prendere a Lamezia Terme dopo 3 – 4 ore di attesa. Questo è un territorio ormai stufo di prese in giro. Una pentola a pressione che sta per scoppiare perché la gente è esasperata. Auspichiamo una presa di coscienza da parte di tutti anche per evitare che 100 operatori ferroviari siano messi in mobilità!”
Il sindaco di Soverato, Raffaele Mancini intervenendo all’evento ha affermato: ”Avevano promesso che avrebbero trasformato questa vecchia linea in una metropolitana di superficie con treni veloci. Invece il risultato è che abbiamo una ferrovia sempre più desertificata senza che i nostri eletti nelle cariche istituzionali facciano qualcosa. I presidenti della Regione e del Consiglio dei Ministri dicano una volta per tutte cosa intendono fare di questa ferrovia jonica. Vogliamo essere trattati da calabresi e da italiani!”
Ernesto Menniti che nel consiglio comunale di Badolato ha preso il posto di Franco Nisticò, scomparso a Villa San Giovanni durante la manifestazione “No ponte” ha asserito con rabbia: ”Siamo il sud del sud della Calabria. Ci stanno togliendo il diritto alla mobilità garantito dalla Costituzione e lo fanno sfacciatamente e volutamente con arroganza seguendo il loro preciso disegno d’impoverire ulteriormente quest’area del Meridione che ancora oggi, vede i suoi figli prendere il treno per emigrare!” (Quasi per avvalorare le parole pronunciate da Ernesto c’erano presenti tanti ex ed attuali emigrati come si può benissimo riscontrare dalle foto).
Più drastico il vice sindaco di Badolato, Vincenzo Piperissa: ”Dopo averci fatto languire nella ferrovia a binario unico realizzata dai Borboni, ora ci tolgono anche i treni che servono agli studenti e agli operai. Tale azione è una vergogna nazionale perpetrata da Trenitalia in nome della logica del business ed avallata dal governo Berlusconi in spregio ai problemi della gente!”
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bravi continuate a fargli la campagna elettorale a questi qua…………. vergognatevi!!!
Carissimi,
vedo e rimango allibita, ma questa gente dove si trovava quando la Regione Calabria ha fatto la scelta politica di “Finanziare” pesantemente il monopolio dei trasporti in capo alla ditta FEDERICO? Ma lo sapete o no che questo governo regionale dà una montagna di soldini dei calabresi ad una ditta che trasporta su “gomma”? cioè con i pulman, anche fuori dalla regione? Quindi secondo voi chi prende il treno? nessuno. E sempre secondo queste teste sciroppate di manifestanti, perchè una SPA come Trenitalia, dovrebbe far viaggiare dei treni con un costo enorme, dove non sale neanche un cane? Forse per divertirsi a creare una perdita d’esercizio per poi ripianarla con i soldi degli Italiani. Ma che cavolo di proteste si fanno qui ragazzi? ma ci siamo bevuti il cervello? O forse è di moda fare la nostra comparsa in una bella protestina in pubblico tanto per farci vedere alla guida del popolo (4 gatti) in protesta? Ma questi Sindaci, questi amministratori, perchè non domandano al sig. Presidente della Regione, come mai la ditta Federico prende i contributi per le “corse” dei nostri paesini e noi paghiamo comunque il biglietto? E se mai ci sarebbe da dare un contributo non sarebbe giusto darlo solo per le zone interne e montane che non sono collegate ai centri e non per le zone marine che pullulano di utenti? (studenti pendolari ecc.) Ma dove erano questi signori quando la regione ha cancellato tutte le ditte regionali di trasporto?
A voi le risposte (sono anche semplici).
Pace e bene