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Lettera aperta agli amministratori comunali

Pietro Cossari Venerdì 26 Febbraio 2010 @ 15:05

Realizzare il gemellaggio anche con Buenos Aires e il monumento agli emigrati, per rendere giustizia ai nostri fratelli ovunque sparsi nel mondo in cerca di miglior fortuna.

di Pietro Cossari

Finalmente, grazie alla caparbia del sindaco Parretta, è stato realizzato l’agognato gemellaggio Badolato–Wetzikon. Si tratta senza alcun dubbio, di una cosa ottima, a patto però che ognuno (come ha giustamente detto in Svizzera il nostro primo cittadino), continui a fare la propria parte impegnandosi ai vari livelli.    
   Sarebbe una cosa altrettanto ottima, realizzare il gemellaggio con la città di Buenos Aires, località ove vivono parecchi badolatesi. L’operazione non sarebbe poi tanto ardua se si tiene presente che la Regione Calabria, da diversi anni ha instaurato un rapporto privilegiato con le autorità argentine visto che periodicamente, esponenti della Giunta e del Consiglio Regionale sono stati ospiti della comunità calabrese ivi residente.
   Comunque, l’idea è stata lanciata e siccome l’esperienza insegna che volere è potere, speriamo che qualcuno si cimenti nell’opera, soprattutto perché se ciò si concretizzasse, innumerevoli potrebbero essere i vantaggi sia in campo economico che culturale oltre naturalmente, alla soddisfazione d’agevolare i contatti tra consanguinei che data la distanza, si sono sinora rivelati piuttosto difficoltosi.
   Certo, ai semplici cittadini perennemente afflitti da problemi di varia natura ed oggi particolarmente aggravatisi in conseguenza della crisi mondiale,  simili iniziative potrebbero giustamente apparire frivole e quindi non indispensabili. Ben altre sarebbero le priorità: lavoro, assistenza sanitaria, lotta all’inquinamento per un ambiente più pulito, messa in sicurezza degli edifici scolastici, servizi sociali per i disagiati, spazi verdi e pubblici adeguatamente attrezzati per i bambini e i ragazzi più grandi, strade e ferrovie più efficienti e sicure, ecc… ecc… Si tratta d’esigenze indiscutibili e imprescindibili sulle quali concordo pienamente, ma contemporaneamente, sono altresì convinto che se gli amministratori comunali si avventurassero in tale impresa, molteplici e benefici sarebbero gli effetti che si ripercuoterebbero positivamente anche sui succitati bisogni primari della collettività. Un primo benefico effetto sarà senz’altro quello d’aver contribuito ad avvicinare i nostri concittadini emigrati e residenti all’estero alle Istituzioni locali, e quindi, a rinsaldare i legami con la terra d’origine per troppo tempo apparsa ai loro occhi come un’irriconoscente matrigna che li ha ridotti nella condizione di stranieri in patria e di persone senza reali diritti nei luoghi ove lavorano e abitano. Ne è una prova inconfutabile il fatto che essi conoscono bene la normativa dei paesi che li ospitano ma non quell’italiana. In parole povere, i gemellaggi dovrebbero essere intesi come strumenti importanti per favorire l’integrazione ecco perché approvo quanto ha dichiarato in merito sabato scorso al Krone, il sindaco Parretta sostenendo che i nostri emigrati adesso dovranno impegnarsi a fondo nella realtà sociale, politica, economica e culturale nella quale vivono per non vanificare gli sforzi sinora fatti.
   Chiarito ciò, torno su un argomento correlato alla materia in discussione e che mi sta a cuore.
   Durante la campagna amministrativa del 2004, l’allora candidato a sindaco della coalizione “Arcobaleno”, Andrea Menniti, nell’incontro con nostri concittadini emigrati in Svizzera, promise loro che in caso di sua elezione, avrebbe fatto edificare in Piazza Castello, un monumento raffigurante i dolorosi momenti della partenza e del distacco dai propri congiunti. Il gruppo scultoreo (almeno secondo quanto avevamo concordato nel corso della riunione preparatoria all’anzidetto incontro) oltre a mettere esplicitamente in rilievo il dramma del triste fenomeno dell’emigrazione, doveva essere scevro da ogni retorica, tant’è che s’era deciso di inserirvi solo la seguente scritta: “Badolato ai suoi figli emigrati”.
   Ninuzzo divenne sindaco, ma la promessa non fu mantenuta a causa delle guerre intestine alla maggioranza che portarono a continui rimpasti di giunta e alla definitiva dissoluzione dell’esperienza amministrativa.
   Siccome l’attuale sindaco di Badolato è Giuseppe Nicola Parretta, sostenitore del suo predecessore Menniti e al contempo persona molto sensibile alle istanze dei nostri concittadini emigrati, colgo l’occasione per chiedergli pubblicamente di realizzare la vagheggiata opera anzitutto per rendere giustizia ai nostri fratelli ovunque sparsi nel mondo in cerca di migliore fortuna. Sarà così tributato un doveroso riconoscimento non più come avviene frequentemente a persone note o blasonate, ma alla moltitudine d’esseri umani che con umiltà e al prezzo di duri sacrifici hanno fatto la storia senza mai poter levare la loro voce al pari dei nostri caduti delle guerre mondiali e che ancora attendono pure loro, un monumento degno di tale nome.

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Un commento a “Lettera aperta agli amministratori comunali”

  1. rossodiserail 27 Feb 2010 alle 13:44

    1 biglietto trans oceanico costa quanto un pulman per andaRE IN SVIZZERA A PRENDERE VOTI………

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