Calabria mia di Antonio Paparo
Gil Domenica 22 Febbraio 2009 @ 01:12
Ai naviganti di gilbotulino il nome di Antonio Paparo non suonerà del tutto nuovo.
Del suo libro di poesie “Calabria mia” avete già letto Sant’Andria protetturi .
E se siete antichi lettori de “La Radice” non vi sarà sfuggita (si trova nel n.2 del periodico) la poesia che dà il titolo alla raccolta.
Nella sezione libri di gilbotulino c’è da tempo l’indice del libro.
Da oggi, chjanu-chjanu, ci metteremo anche le poesie.
Il libro è stato stampato il 10 gennaio 1962. Di seguito qualche frase della prefazione di Filippo Fichera.
Un assai vivace e fervido ingegno è venuto a far parte della nostra Accademia: il dott. Antonio Paparo, giovane medico e giovane poeta, che scrive in Lingua e in dialetto.
Se il dovere professionale lo trattiene nella “santa Ciociaria”, la risacca marina della natia Badolato e il murmure del torrente Buda gli sono nel sangue che lo percorre, nei tipici lineamenti inconfondibili, e nel respiro.
“Ho raccolto in fondo al cuore gli alberi e i monti e le croci del mio paese, come l’esule che sotterra le cose dilette più caramente, sperando esumarle al ritorno”.
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