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Gil Botulino
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Celebrazione del Giorno della Memoria

cl_caporale Mercoledì 23 Gennaio 2008 @ 15:56 Condividi su facebook

Domenica 27, Il circolo letterario Nicola Caporale organizza un Cineforum

LocandinaIn occasione della prossima Giornata della Memoria 2008, il Circolo Letterario “Nicola Caporale” di Badolato ha deciso di organizzare e promuovere, per domenica 27 Gennaio alle 17:30 - presso la propria sede ubicata nei locali dell’ex circolo didattico di Badolato M.na in Via Garibaldi - un cineforum con dibattito e momenti di riflessione collettiva.
   All’iniziativa parteciperà, portando il proprio contributo, il Prof. Gerardo Pagano (preside emerito del Liceo Scientifico Statale di Soverato). Al dibattito seguirà inoltre la proiezione del film “TRAIN DE VIE” di Radu Mihaileanu, che tratta in maniera allegorica e quasi comica il tema dell’olocausto.
   Ribadendo che solo facendo tesoro del nostro passato potremo tracciare le rotte del nostro futuro, con la “consapevolezza che tutti gli uomini sono uomini e non ci sono uomini più uomini degli altri”, l’occasione è buona per invitare alla partecipazione tutta la cittadinanza del comprensorio.
   Capire i motivi per cui si dimentica e per cui si ricorda non è un esercizio banale. È la strada per passare in via diretta dalla teoria alla pratica, e far comprendere, soprattutto alle giovani generazioni che la Giornata della Memoria, (istituita dal Parlamento Italiano con la Legge 20 luglio 2000, n. 211 in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000) non è una celebrazione retorica, né serve per dare lustro a qualche nobile monumento della nostra storia. La memoria della memoria, questa espressione sembrerebbe una “battuta” assurda o uno slogan pubblicitario. E sarebbe davvero tale se la memoria consistesse nell’apertura di un nostro archivio segreto per riportarne alla luce informazioni preziose che la trascuratezza o, peggio, la volontà di dimenticare, avrebbero tentato di occultare. Ma non è necessariamente così. La memoria è un possente strumento per capire e per rispondere alle sollecitazioni del presente. Le guerre nel Mondo, il Medio Oriente in fermento, il minacciato “scontro di civiltà” dimostrano che l’odio fra le genti e le stragi degli innocenti non sono una pura e semplice eredità del passato. Ci siamo posti, allora, la domanda angosciante: ma sarà sempre così? La risposta implicita che abbiamo cercato di dare a questa domanda è stata di concludere che la Shoah è stata a tal punto mostruosa da risultare incomprensibile con i comuni strumenti della mente umana, che è stata, in una parola, “follia”: una pura follia criminale, una inaudita ed incomprensibile follia degli uomini, la follia di un intero popolo, la follia di Hitler. E, come tale, almeno per coloro che credono nella razionalità di fondo dello spirito umano, irripetibile. Tanto da giustificare l’autentico giuramento con il quale si concludono tutte le manifestazioni del nostro tempo: “Mai più”. Sentiamo però che questo modo di affrontare la memoria non è più sufficiente. Perché la nostra premessa non è scevra da critiche. La memoria non è, infatti, un supporto magnetico cui attingere dati ma è una funzione attiva della nostra mente, che sa in partenza a quale tipo di dati rivolgere la propria attenzione e quali, invece, trascurare. La memoria sa in partenza quali sono i problemi che deve affrontare e, spesso, ha già formulato, se non proprio un giudizio definitivo, almeno delle ipotesi di risposta e cerca anche “nelle memorie” quei dati che possono confermare o respingere il giudizio stesso. Possiamo dunque indicare dei cosiddetti “valori” che sono in realtà giudizi dei quali siamo già forniti a priori e che orientano il nostro modo di scavare in profondità nella memoria? Certamente, sì. Il primo dei nostri valori si chiama civiltà ed esso significa il procedere del consorzio umano dalla legge del trionfo del più forte a quella del supporto per i più deboli. Il secondo valore, la cultura, che serve a comprendere e riconosce le varietà umane, la ricchezza degli “altri” popoli , delle altre lingue, delle altre fedi. Il terzo valore, infine, indica il dialogo, il confronto, la trattativa, come unici strumenti che possono risolvere i contenziosi umani, proibendo, come reato, qualsiasi ricorso alla violenza. “Memoria” significa allora scavare nel passato in modo selettivo, per cercarvi non tanto le gesta degli eroi sui campi di battaglia quanto gli esempi di solidarietà e di cooperazione civile; esempi forse rimasti nell’ombra ma non per questo meno rilevanti.

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