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Pallamano e due tiri in porta per rinascere e sperare

Gil Martedì 18 Dicembre 2007 @ 13:10

Badolato, la favola delle ragazzine promosse in A2

dal nostro inviato a Badolato ANTONIO MARIA MIRA, Avvenire 18-12-2007

Avvenire 18-12-2007 Dai banchi della scuola media alla serie A. Dalla piazza di un sconosciuto paesino della costa jonica ai mo­dernissimi palazzetti dello sport di mezza Italia. È la fa­vola delle regazzine di Ba­dolato, della loro squadra ‘Cs Meta 2′, e del loro pro­fessore di educazione fisi­ca.
   Venti piccole ‘furie’ bianco rosse, matricole in serie A2 di pallamano, dopo aver vinto il campionato di serie B, dopo appena sei an­ni da quando il professor Valentino Paparo propose questo strano sport, lui che neanche l’aveva mai gioca­to («Ho dovuto impararlo prima io…»). Vincono il ‘Trofeo Topolino’ e poi via via tutti i campionati.
   Tutte minorenni, tra i 14 e i 17 an­ni, facce pulite di ragazzine di oggi. Niente superwo­men. Compagne di scuola, amiche in squadra e fuori. Sorridenti, anche quando perdono, e quest’anno per­dono sempre di fronte a squadre di lunga esperien­za, con atlete anche stra­niere. Ma non importa.
   «Giochiamo per divertirci – dice Ilaria – ed è questo spi­rito che ci porta avanti». «I ragazzi del paese ci sfotto­no perché perdiamo sem­pre ma intanto noi siamo in serie A», aggiunge Grazia, rigorista ‘freddissima’ mal­grado i suoi 17 anni. Sono giustamente orgogliose queste ragazzine e non so­lo nel senso sportivo. «Noi siamo una Calabria diver­sa » dice seria Ilaria, e Gra­zia aggiunge: «Mostriamo agli altri una faccia diversa della Calabria, la faccia pu­lita ».
  Sport e non solo. Soprattut­to in un momento nel qua­le lo sport appare solo affa­ri o violenza. Qui, invece, c’è divertimento e grinta. Ec­come se ce n’è in queste piccole giocatrici. Non si ar­rendono mai, anche quan­do si perde 34 a 5. L’impor­tante è divertirsi, stare in­sieme. «Se non avessero a­vuto la pallamano non a­vrebbero fatto nessuno sport – sottolinea il prof. –. Le ho abituate a fare una pallamano molto sportiva. Dico sempre ‘non fatevi del male’». Insegnamenti da papà, più che da al­lenatore. Una vera grande famiglia. Presidente della so­cietà è una mamma e il medico al segui­to è un papà. Sugli spalti a seguire le ra­gazzine ci sono in­tere famiglie, fidan­zati compresi.
  Sono le famiglie a sostenere la squa­dra, anche econo­micamente.
  Certo c’è qual­che sponsor: due fornai, l’ottico, l’idraulico. Ma i sol­di non bastano mai. Anche perchè, malgrado i succes­si, a Badolato il palazzetto dello sport non c’è. I primi anni si giocava nella piaz­za. «Le porte le avevamo co­struite noi con dei pezzi di legno» ricorda Paparo. Og­gi la squadra ha un campo regolamentare ma sempre all’aperto, inoltre l’illumi­nazione non sempre c’è (la garantisce la vicina pizze­ria…). Così alcune volte ci si torna ad allenare in piazza con l’illuminazione…dei lampioni comunali.
  Aiuti pubblici non arrivano. Niente dal comune, tra l’al­tro più volte nel mirino del­la prefettura per sospetti di collusioni con la ’ndran­gheta. Ma niente neanche da provincia e regione, mal­grado la promozione in se­rie A. Così ci si arrangia. Da quest’anno si va nel nuo­vissimo palazzetto dello sport del vicino paese di S. Andrea sullo Jonio: 240 eu­ro per sei ore settimanali di allenamento. Una cifra e­norme per le modeste cas­se della società. E allora intervengono di nuovo le famiglie. Per le partite si gio­ca all’aperto col tempo buono, altri­menti si deve chie­dere ospitalità in qualche paese più o meno vicino. Sem­pre in trasferta, an­che quando si gio­ca in casa.
  Oggi si ospita (si fa per dire…) la squadra di Cingoli in provincia di Ma­cerata, seconda in classifica (le Marche hanno un lunga tradizione). I dirigenti mar­chigiani sono incuriositi dalla squadra calabrese, dalla sua evidente ‘diver­sità’. Che tocchi con mano quando le squadre entrano in campo: la più bassa gio­catrice del Cingoli è ben più alta della più alta ragazzina calabrese. Atlete contro po­co più che bambine. Ma sotto quei foulardini e quel­le fasce che stringono i ca­pelli c’è la grinta che solo chi si diverte davvero è ca­pace di tirare fuori. E per metà del primo tempo il miracolo sembra realizzar­si: a ogni gol delle avversa­rie le regazzine di Badolato rispondono con un altro gol, agilità e fantasia contro forza e esperienza. Oggi poi rientra Marica, il capitano, dopo una lunga assenza per infortunio…sulla giostra. Eh, già sono proprio delle ragazzine… Stringono i den­ti, ma poi il ‘mestiere’ del­le avversarie ha il soprav­vento. E per fortuna finisce il primo tempo. Alla ripresa le piccolette ritrovano grin­ta e fiducia. Grazia infila un rigore dopo l’altro spiaz­zando il portiere alto alme­no 20 centimetri più di lei. Anche la giovanissima e ve­locissima Alda (Aldina per i tifosi), appena 14 anni, tro­va gli angolini della porta. E Fabiana para di tutto. Ma le gigantesche avversarie rie­scono a contenere il ritor­no delle piccoline e la fati­ca fa il resto. Finisce 25 a 17, il miglior risultato dell’an­no. Le ragazzine corrono tutte assieme verso la tri­buna. Sorridono e applau­dono, ricambiate dall’ap­plauso del pubblico fami­liare. Niente facce cupe. Niente tristezza. Si sono proprio divertite e sono contente. Paparo analizza pacatamente la partita. «Le ho viste crescere, giocano bene. Se fossero un po’ più attente…». E già, le ha viste proprio crescere il Prof. e tra poco le più grandi lo lasce­ranno per andare all’uni­versità. Ma sono pronte le più piccole, che nel cam­pionato ‘under 16′ seguo­no le tracce delle più gran­di. Una squadra destinata a restare baby, comunque. Intanto il Prof. deve pagare una scommessa. «Avevo detto che se avessimo per­so con meno di dieci gol di scarto avrei pagato la pizza a tutte». Sorride sotto i baffoni da ‘corsaro’. Pre­mio partita una pizza. Ma il premio migliore sono quei sorrisi, quelle facce pulite, quel divertimento sereno.
   Questo è sport, questi sono giovani, questa è davvera una Calabria diversa. E scu­sate se è poco.

scarica la pagina in pdf Avvenire 18-12-2007 pagina 6

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Un commento a “Pallamano e due tiri in porta per rinascere e sperare”

  1. Gilil 18 Dic 2007 alle 13:12

    Avvenire 10-12-1972La favola delle ragazzine promosse in A2 ha conquistato il palcoscenico della stampa nazionale. Oggi con questo articolo di Toni Mira su Avvenire, a pagina 6.
       Siamo tutti felici e orgogliosi.
       Ma giusto perché non credano di essere i primi badolatesi, dello sport e spettacolo, ad avere avuto questo onore, vi propongo un articolo, comparso 35 anni fa, a pagina 12 della stessa testata.

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